Viaggio di: Paolo
Luoghi: Parma e Piacenza

Venerdì
Visto il successo dei precedenti, il ponte del 1° Maggio è stato destinato ad una destinazione in parte già nota, non troppo lontana, e che ci sembrava particolarmente adatta alla durata della vacanza: 4 giorni. Inoltre, obiettivo prioritario era quello di fare il possibile per evitare code epiche e problemi di parcheggi sovraffollati, fatti, questi, in grado di penalizzare in modo significativo la riuscita del viaggio.

La scelta è quindi caduta sul "Ducato di Parma e Piacenza", ricchissimo di attrattive storico-culturali, enogastronomiche, turistiche e, per fortuna - anche se inspiegabilmente, tutt'altro che saturo di famiglie in camper.
Non ce ne pentiremo.

Ma andiamo con ordine. Il viaggio inizia il venerdì sera, quando - raggianti - possiamo finalmente iniziare un viaggio con in nostri cari amici di sempre, che loro malgrado avevano dovuto saltare le ultime uscite per qualche problema di salute, ormai superato. I nostri mezzi, felici di essere di nuovo insieme, raggiungono la prima tappa in sol balzo. Sostiamo a Grazzano Visconti, del quale avevamo letto un gran bene, e che ancora non conoscevamo.

Ci ospita un vastissimo piazzale livellato, a destra poco prima dell'abitato provenendo da Piacenza. In parte su erba e in parte su ghiaia, il parcheggio dispone di alcuni alberi sotto ai quali troviamo posto, insieme ad altri pochi camper. Una ottima cena in compagnia inaugura la vacanza nel miglior modo possibile. La notte trascorre molto tranquilla, ed anche alcune raganelle si aqquietano dopo il tramonto, quasi a rispettare la pace dell'area.

Sabato
Il mattino seguente una efficiente addetta al parcheggio ci stacca il biglietto (5 euro) che vale per tutta la giornata, precisando che se desideriamo prolungare la sosta abbiamo a disposizione l'enorme prato alle spalle della prima area, nella quale siamo. Altri camper, in effetti, vi si stanno sistemando. Noi, in una bellissima mattinata di sole primaverile, ci incamminiamo alla scoperta del centro abitato.

Grazzano Visconti è un gradevolissimo borgo di fattezze medioevali, che in realtà è stato ricostruito nel rispetto di tali architetture durante il secolo scorso, grazie all'intuizione di un generoso benefattore che così l'ha voluto. Il risultato è un villaggio che rapisce per l'armonia degli edifici, che ha una particolare valenza turistica e che ha saputo valorizzare e sfruttare a fondo le sue rare peculiarità.

Vi respiriamo un'accogliente aria storica, ed è molto piacevole passeggiare tra gli ampi viali che ad ogni angolo regalano nuovi scorci. Ritiriamo alcuni depliant all'Ufficio Turistico, scoprendo che nel corso dell'anno vengono organizzati eventi in costume, quale ulteriori elementi di rievocazione storica e di attrazione turistica. Importante elemento da visitare è il Castello, con ampio e curato parco circostante.

Così come risulta istruttivo visitare il museo all'aria aperta di strumenti per l'agricolutura del tempo che fu: una vasta tettoia consente di passare in rassegna gloriosi cimeli che nell'ultimo secolo hanno via via consentito le colture nella pianura padana. Tra la sorpresa dei più piccoli, e qualche ricordo dei meno giovani, tributiamo un doveroso omaggio alla copiosa raccolta di apparati che ci hanno emozionati.

Nello stesso grande spiazzo della mostra, c'è anche un moderno spaccio di caffè, dove ci servono ottimi espressi ed acquistiamo alcune confezioni di miscele esclusive (successivamente apprezzate a bordo dei nostri camper e poi a casa).

L'ora di pranzo arriva in un attimo, e la felice posizione dei nostri veicoli, addirittura parzialmente in ombra, ci assicura un meritato e molto apprezzato relax a tavola, come "si deve" fare in vacanza.
Come sempre, mettiamo a fattor comune le esperienze singole (si legga: si usano due cucine per preparare, e si apparecchia in un solo camper per massimizzare la convivialità), a solo con vera fatica ci tratteniamo, meditando su quanto ci aspetta stasera.

Nel tardo pomeriggio lasciamo il parcheggio di Grazzano, che nel frattempo si è andato assai popolando, e puntiamo su Gropparello, in Val Vezzeno. La distanza è minima, ed arriviamo in pochi minuti. Nella piazza prezzo i Carabinieri vi sono molte auto, e per non impegnarci in manovre complicate puntiamo sull'altro piazzale per bus e camper, presso il cimitero, pianeggiante, asfaltata ed illuminata. Qui troviamo già molti camper in sosta nella terrazza alta, e noi ci sistemiamo comodamente in quella inferiore, dotata di scarico, carico e di una seconda fontanella, tutto in buone condizioni. Qui ci raggiunge una terza famiglia, che ha voluto partecipare al nostro programma di
stasera, ed è poi diretta a Sud.

Ci prepariamo e, puntuali, alle 20 ci presentiamo alla Taverna del Castello di Gropparello, dove avevamo prenotato via e-mail per la "Cena dei Nobili".

L'accoglienza è buona, con un aperitivo (vino bianco fresco e frizzante con formaggio parmigiano a scaglie) che precede la divertente cerimonia della vestizione. Eh si, perchè la cena è in costume, e ad ogni commensale viene fornito un set di abbigliamento medievale che, nella sua pratica semplicità, conferisce al convivio un'apparenza davvero rievocativa.

Fanno anche la loro apparizione anche due personaggi che animeranno la serata, dobbiamo dire con notevole successo: Ermenegildo, con il suo fare da finto tonto, e Matilda, disinvolta donna di mondo che guida la comitiva, tra lazzi e battute, nella sala da pranzo. Anche qui, l'atmosfera è perfetta: i tavoli sono apparecchiati in stile medievale (candele, bicchieri di peltro, brocche di vino, ecc.), l'arredo e le suppellettili armoniosamente adeguati (armature, penombra, ecc.). E, naturalmente, le cameriere sono in costume.

L'intera cena, dal buon menu coerente al contesto, e con porzioni ripetibili per i più affamati, risulta essere una festa per 'messeri' e 'madonne', alla quale l'eccellente vino Gutturnio contribuisce in buona misura.

Senza essere invadenti, gli animatori mantengono molto alta l'attenzione con un ricco repertorio di battute, scherzi, aneddoti, storielle, non trascurando alcuna occasione per improvvisare: dal compleanno di un paio di presenti, ad un futura mamma, a qualsiasi frase che si presti al gioco. Si crea un clima divertente e rilassato, nel quale i bimbi giocano a fare i cavalieri, e che si conclude - dopo l'immancabile 'bevanda delle Americhe' (oggi nota come caffè) - con qualche danza di gruppo (per i non molti che vi desiderano participare), in allegria.

Restituiti i costumi, e salutati gli altri commensali, i "nobili" tornano ai propri camper, a recuperare da cotanta fatica. Notte esemplare: non si è sentita volare una mosca (che sia stato il Gutturnio?).

Domenica
Ci svegliamo, non esattamente all'alba, di buon umore, commentando la serata. Nel piazzale, stanno arrivando alcuni bus turistici, e i due incaricati comunali che riscuotono la tariffa del parcheggio ci confermano che per i camper la sosta è gratuita, e ci chiedono con molta cortesia se siamo disponibili a spostare i nostri veicoli per agevolare le manovre dei bus. Ovviamente acconsentiamo di buon grado, ringraziando, e ci risistemiamo nella terrazza alta.

Salutiamo l'equipaggio che prosegue il viaggio, e facciamo una passeggiata in paese. Dopo pranzo, torniamo al Castello e ci addentriamo nel parco, dove tante famiglie stanno già godendosi la bella giornata. Tra le diverse opportunità di visita e di divertimento proposte, optiamo per il percorso
nel Bosco delle Fiabe e, a seguire, per la visita al Castello. La prima è una bella passeggiata in una parte boscosa del parco che circonda il Castello, che si snoda lungo un percorso predisposto a tappe e lungo la quale si susseguono episodi di vita e leggenda medievale, impersonati da bravi personaggi in costume. Si tratta di una escursione adatta a chi ha bimbi fino a 10-12 anni.

La successiva visita guidata al Castello immerge in misura maggiore il visitatore nella realtà che tali vestigia hanno visto passare, dal XIII° secolo ad oggi. Un momento di cultura e di fascino, che coinvolge tutti. Bella la vista dalla torre. Data la grande quantità di presenze, per forza di cose i tempi e le spiegazioni sono un poco più rapidi del solito, quindi è consigliabile, potendo, affrontare questa parte in un momento di minor affluenza. Con gli ultimi souvenir acquistati nel negozio del castello, torniamo ai camper pienamente soddisfatti.

Non abbiamo certo i mezzi per eguagliare la 'cena di nobili' di ieri sera, ma di certo l'impegno è notevole ed anche questa serata riesce in modo perfetto. Anche questa notte trascorre, tranquillissima, nel parcheggio di Gropparello.

Lunedì
Il tempo si mantiene sul bello stabile, ed è un magnifico sole che ci dà il buongiorno. Scendiamo quindi verso la pianura, e dopo una sosta per rifornimenti alimentari con specialità locali, raggiungiamo Castell'Arquato, che con il celebre profilo della Rocca Viscontea ci accoglie in lontananza.

Forti delle informazioni stampate prima di partire  ci dirigiamo a colpo sicuro nel parcheggio P4, a monte, dotato di servizi e fontanella 'di sorgente', come ci verrà riferito dai cortesissimi residenti. Pranziamo, e poi, rilassati, visitiamo in modo approfondito il borgo, suggestivo ed assai ben tenuto. Scaliamo anche la torre, salendo i tanti scalini interni, intevallati da varie postazioni multimediali che illustrano con dovizia di particolari le vicende storiche della zona.

Facciamo praticamente amicizia con il titolare di un negozio di souvenir proprio nei pressi della torre, che ricambia i nostri acquisti con molti particolari sull'abbondanza d'acqua nel sottosuolo, sul passato da fondale marino di queste terre, sui reperti fossili che ancora vengono alla luce, e via raccontando. Davvero gentile e disponibile. La solita allegra cena in compagnia chiude una ottima giornata, e prelude ad una quieta notte di riposo indisturbato.

Martedì
Per l'ultimo giorno di vacanza scegliamo un Castello della zona, consultando l'elenco riportato sull'opuscolo ad essi dedicato. Vigoleno: non è riportato neanche nelle mappe dei nostri navigatori satellitari, ma lo troveremo!

Sbagliamo strada, effettivamente, almeno un paio di volte, e forse non abbiamo scelto la via migliore per raggiungerlo. Ma per l'ora di pranzo siamo trionfalmente parcheggiati al cospetto del suo castello, che ancora cinge il borgo con una cinta muraria che in parte è percorribile sui camminamenti merlati.

Il piccolo borgo racchiude edifici medievali di pregio, come la pieve romanica di San Giorgio e l'oratorio della Madonna delle Grazie del 1600, e pochi negozietti. Ci attardiamo volentieri, con molti altri turisti, data la bella temperatura da primavera inoltrata.

Nel tardo pomeriggio, però, non abbiamo più scelta: si deve rientrare. Fortunatamente, niente coda sul nostro percorso autostradale, che benediciamo quando incrociamo le altre direttrici verso Nord, in particolare Milano, dove le code si perdono all'orizzonte.

I commenti conclusivi sono di piena, incondizionata soddisfazione: il meteo ci è stato amico, le destinazioni scelte sono state di pieno gradimento, con interessanti stimoli turistici, e senza il benchè minimo problema di sosta per i nostri camper.

Il clou è senz'altro stata la cena ambientata al Castello di Gropparello: l'augurio è quello di poter presto partecipare ad un prossimo evento simile.